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La rappresentazione di Jesse Owens

Jesse Owens

Intervista ad Alessia Coppola

Il 27 maggio è uscito in libreria “Jesse Owens. La Pantera Nera che umiliò Hitler”, scritto da Franco Fava. Della rappresentazione di Jesse Owens dall’infanzia fino all’età adulta si è occupata Alessia Coppola che, con le sue illustrazioni, ha accompagnato le parole dell’autore. In questa intervista l’illustratrice ci racconta alcune curiosità sulla realizzazione delle immagini e della figura di questo grande sportivo.

Nelle illustrazioni da lei realizzate, Jesse Owens viene rappresentato per lo più in movimento, intento a correre o impegnato nei suoi celebri salti. Come è riuscita a rappresentare così fedelmente le imprese sportive dell’atleta?

Per illustrare questo libro mi sono documentata sulla storia di Jesse Owens, ho guardato le sue foto, le sue pose, il film a lui dedicato. Ho cercato di conoscere l’atleta e l’uomo.

Alcuni colori e tonalità spiccano in modo particolare all’interno del libro; ad esempio, il cielo viene spesso rappresentato con un tonalità ambrata e anche l’arancione sembra predominare in molte illustrazioni. Quale particolare tipo di effetto voleva ottenere attraverso l’utilizzo di questi colori?

Ho scelto quella palette perché desideravo conferire un’atmosfera vintage e retrò, propria dell’epoca in cui si è svolta la carriera dell’artista.

Jesse Owens è rappresentato in tutta la sua forza ed energia ma anche nei suoi momenti di malinconia e delusione; ad esempio, non essere stato invitato alla Casa Bianca all’indomani delle Olimpiadi, come da prassi, fu sicuramente un duro colpo da subire. Come è stata rappresentata questa scena?

Ho deciso di rappresentare quella scena ponendo Jesse Owens in primo piano, sguardo basso, braccia lungo i fianchi. Sullo sfondo un’accennata Casa Bianca. Poche linee, pochi colori, per esaltare lo stato emotivo vissuto dal protagonista.

Quali sono state le illustrazioni più complicate da realizzare?

In realtà nessuna, forse solo quella durante la premiazione alle Olimpiadi del 1936, in quanto ero incerta se ritrarre la scena originale o reinterpretarla. Alla fine mi sono affidata alla realtà e ho riprodotto lo scatto di rito che ritrae Jesse sul podio insieme agli altri due atleti premiati.

Si è ispirata per le sue illustrazioni a specifiche rappresentazioni, foto o video di Jesse Owens?

Sì, certo. Prima di mettermi all’opera ho fatto una ricerca sulla vita dell’atleta, ho cercato di carpire ogni sfumatura, studiando tutto il materiale che la rete offre.