Le nuove Favole della Gallina Blu: intervista a Martine Brochard

Martine Brochard è nata a Parigi dove ha studiato danza classica, jazz e recitazione. Ha incominciato a lavorare giovanissima alla televisione francese, in teatro e in cinema. Il primo film cui partecipa è Baci rubati, di François Truffaut. La sua carriera è lunga e brillante; tra un lavoro e l’altro scrive favole per bambini, ha già pubblicato, con Armando Curcio Editore e Risfoglia: Le favole della gallina blu.

Martine, lei ha dato vita a una “favola nella favola”. La sua opera “Le Favole della Gallina blu”, infatti, racconta la storia di questa Gallina speciale e delle avventure che vive con i suoi piccoli, ma riporta anche tutte le varie favole che la Gallina, ogni sera, racconta ai suoi pulcini. Che valore hanno, secondo lei, le Favole per i più piccoli?
Le favole sono importantissime per i piccoli e per i grandi intelligenti! Se leggi una favola a un bambino, lui la vede, come fosse un piccolo film, nella sua testa. E poi se la ricorderà tutta la vita. Le favole fanno crescere i bambini, ne sviluppano la creatività e i sogni. Quando gli leggiamo una favola creiamo un momento di intimità irripetibile! Il bambino s’addormenta con una storia in testa che viaggia con lui durante la notte.

Lei ha sempre amato raccontare, molte delle favole presenti nel libro le ha inventate per suo figlio e i suoi nipoti. Com’è nata l’idea di metterle per iscritto e affidarne la narrazione al personaggio della Gallina blu?
Ho sempre amato raccontare storie e continuo a farlo perché questo mondo che è dentro di me mi rende felice! Poi scrivendo mi sono resa conto che ero io la gallina blu! Era il mio doppio, di aspetto diverso ma dentro uguale a me. Ho cominciato a scrivere un po’ per sfida, per vedere se ero capace di trascrivere quello che avevo nella testa. Ho provato e non mi sono più fermata.

Le favole che la Gallina blu racconta trattano i temi più disparati: la diversità, l’amore, l’amicizia, la generosità, il coraggio e contengono sempre qualche attività come la danza, il disegno il canto. Quant’è forte l’intento pedagogico dell’opera e quanto la sua carriera di attrice ha influenzato il suo modo di scrivere?
Sono i personaggi delle favole e le loro storie che fanno scoprire ai piccoli lettori la diversità, l’amore, l’amicizia, la generosità, il coraggio. Leggendo un bambino cresce, scopre, si prepara alla vita. I bambini sono come i fiori che devi annaffiare ogni giorno, loro hanno bisogno di cibo per la loro mente. La gallina blu balla perché il movimento è vita, la musica è gioia e il disegno è creatività. La cultura in tutte le sue forme ci aiuta a vivere meglio. Noi attori giochiamo tutta la vita con personaggi che interpretiamo. Ecco perché il gioco, per me, è una cosa serissima come per i bambini!

La Gallina blu è una gallina davvero speciale: ama la vita, ama ballare, cantare, ma soprattutto ama far tornare il sorriso sul volto dei bambini del mondo”. In che modo la Gallina blu può far sorridere i bambini in questa situazione di emergenza?
Bisogna spiegare, con un sorriso, ai bambini che la vita delle volte può cambiare velocemente. Però il cambiamento non porta solo cose brutte ma anche cose belle! E quando finirà questo periodo la vita sarà ancora più bella di prima! È un minuscolo virus che si nasconde per farci del male. Ma arriverà anche per lui il momento che farà qualcosa di sbagliato e allora, visto che nessuno lo ama lo uccideremo!

La Gallina blu, ogni sera, racconta una favola ai suoi pulcini, ma solo dopo che abbiano risposto al suo indovinello. Quella di leggere e raccontare ai più piccoli per abituarli all’ascolto e alla lettura è un’abitudine importantissima. Pensa che con i nuovi strumenti tecnologici stia andando persa?
La lettura fa sbocciare la fantasia e le emozioni del bambino, viaggia con l’immaginazione. Questa è la libertà! Invece gli apparecchi tecnologici come i cellulari, i tablet, ci disabituano alla fantasia, ci sommergono di immagini preconfezionate immaginate da un altro.

Cosa spera che la Gallina blu possa insegnare alle nuove generazioni?
Imparare a non lamentarci, ad agire senza aspettare che lo faccia qualche d’un altro al posto nostro, rispettarci e amare la terra e soprattutto emozionarci. Ricordiamoci che siamo noi che abbiamo la nostra vita in mano. Leggiamo, cantiamo, balliamo e studiamo con allegria!

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