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Steve Jobs: intervista a Michele Cucuzza

Steve Jobs

Domani uscirà la biografia di Steve Jobs scritta da Michele Cucuzza!

Domani uscirà il nuovo libro di Michele Cucuzza, edito da Armando Curcio Editore, con illustrazioni di Anita Perlini: Steve Jobs. Vita e invenzioni di un genio coraggioso. Per l’occasione vogliamo proporvi questa intervista all’autore attraverso la quale potrete scoprire tante curiosità sul libro e su questo grande informatico.

Da dove nasce l’esigenza di parlare a ragazzi e ragazze di un personaggio come Steve Jobs? In che modo possono trarre giovamento dal racconto delle esperienze di questa figura?

Steve Jobs rappresenta la classica figura del creativo, dell’inventore, dell’imprenditore che si è fatto da solo. Non era particolarmente ricco e non eccelleva negli studi; era, però, molto curioso e avvertiva il cambiamento tecnologico in corso. Aveva, inoltre, la sensibilità di intuire i gusti dei potenziali acquirenti in base ai quali ha dato avvio alla creazione del primo personal computer e di altri formidabili progetti.

All’interno del testo Steve Jobs viene ampiamente descritto dal punto di vista umano e caratteriale. Perché è importante raccontare anche questi aspetti del grande informatico a ragazzi e ragazze?

Ogni persona va valutata nel suo insieme, non solo per quello che ha fatto ma per come è: lui era un giovane degli anni ’70, vicino al movimento happy, sensibile alla controcultura dell’epoca capace di immaginare il futuro. Ancora oggi noi viviamo con le sue invenzioni.

Steve Jobs viene descritto come un uomo geniale ma anche pieno di dubbi; lui stesso, come molti ragazzi, inizialmente non aveva le idee chiare su cosa desiderasse fare e chi volesse diventare. Il riferimento a questo aspetto potrebbe aiutare i giovani ad accettare anche i momenti di incertezza come parte integrante della vita?

Ogni giovane ha il diritto di avere dubbi su cosa farà da grande; quello che rende interessante la figura di Steve Jobs è il fatto che abbia saputo intercettare due cose: l’evoluzione tecnologica che si stava profilando e la fiducia nella propria personalità, in cerca della bellezza e della semplicità che caratterizzarono i suoi prodotti. Ma soprattutto a qualificarlo fu l’idea che il computer non fosse uno strumento di oppressione ma di liberazione individuale. Quindi è importante che i giovani percepiscano i cambiamenti della loro epoca e non si rinchiudano in se stessi.

Un aspetto fondamentale che contraddistingue la figura di Steve Jobs è la sua capacità di reinventarsi professionalmente, di non rinunciare anche di fronte ai fallimenti. Questo elemento può essere uno stimolo per ragazzi e ragazze soprattutto nel difficile momento che stiamo vivendo?

Jobs aveva un carattere molto particolare: poteva essere multo duro, severo e aspro con i suoi collaboratori. Essendo diventato ricco e famoso in giovane età, fece una vita molto particolare: poté, infatti, richiedere la partecipazione di Bob Dylan per festeggiare i suoi 30 anni! Ma soprattutto ebbe sempre molta fiducia in se stesso, collezionando innumerevoli successi. Bisogna avere fiducia in se stessi, nelle proprie aspirazioni, se queste corrispondono ai nostri sogni più autentici, alla nostra personalità individuale. Jobs non desiderava diventare famoso: voleva realizzare oggetti utili e belli, che lasciassero il segno (come, infatti, è puntualmente avvenuto).

Flavia Palieri